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Un grumo di schiuma – il Buddha sulla natura delle cose –

“Immaginate un grosso grumo di schiuma portato dalla corrente del fiume e che un uomo di buona vista lo osservi, consideri ed esamini attentamente. Avendolo osservato, considerato ed esaminato attentamente gli apparirebbe vuoto, inconsistente e privo di sostanza. E quale sostanza potrebbe esservi in un grumo di schiuma?  Allo stesso modo, qualunque forma, passata, futura o presente, interna o esterna, grossolana o sottile, infima o eccellente, lontana o vicina, un bhikkhu* la osserva, considera ed esamina attentamente. E avendola osservata, considerata ed esaminata attentamente gli appare vuota, inconsistente e priva di sostanza.  E quale sostanza potrebbe esservi nella forma? 

Immaginate una goccia d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua, quando d’autunno cadono grosse gocce di pioggia; e che un uomo di buona vista la osservi, consideri ed esamini attentamente. Avendola osservata, considerata ed esaminata attentamente gli apparirebbe vuota, inconsistente e priva di sostanza. E quale sostanza potrebbe esservi in una bolla d’acqua?  Allo stesso modo, qualunque sensazione passata, futura o presente, interna o esterna, grossolana o sottile, infima o eccellente, lontana o vicina, un bhikkhu la osserva, considera ed esamina attentamente. E avendola osservata, considerata ed esaminata attentamente gli appare vuota, inconsistente e priva di sostanza. E quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?

Immaginate un miraggio che luccica a mezzogiorno nell’ultimo mese della stagione calda, e che un uomo di buona vista lo osservi, consideri ed esamini attentamente. Avendolo osservato, considerato ed esaminato attentamente gli apparirebbe vuoto, inconsistente e privo di sostanza. E quale sostanza potrebbe esservi in un miraggio?  Allo stesso modo, qualunque concetto passato, futuro o presente, interno o esterno, grossolano o sottile, infimo o eccellente, lontano o vicino, un bhikkhu lo osserva, considera ed esamina attentamente, e avendolo osservato, considerato ed esaminato attentamente gli appare vuoto, inconsistente e privo di sostanza.  E quale sostanza potrebbe esservi in un concetto?

Immaginate qualcuno che avendo bisogno di legname e andando in cerca di legname vada nel bosco con un’ascia affilata per procurarsi il legname. Lì vede il fusto di un grande banano – dritto, rigoglioso, senza infiorescenze. Lo abbatte, taglia il ciuffo e srotola il fusto, ma srotolato il fusto non trova neppure l’alburno, tanto meno il durame**. A un uomo di buona vista che lo osservi, consideri ed esamini attentamente apparirebbe vuoto, inconsistente e privo di sostanza. E quale sostanza potrebbe esservi in un fusto di banano?  Allo stesso modo, qualunque desiderio passato, futuro o presente, interno o esterno, grossolano o sottile, infimo o eccellente, lontano o vicino un bhikkhu la osserva, considera ed esamina attentamente, e avendola osservata, considerata ed esaminata attentamente gli appare vuota, inconsistente e priva di sostanza.  E quale sostanza potrebbe osservare nei desideri?  

Immaginate un mago, o l’apprendista di un mago, che esegue un incantesimo a un crocicchio, e che un uomo di buona vista lo osservi, consideri ed esamini attentamente. Avendolo osservato, considerato ed esaminato attentamente gli apparirebbe vuoto, inconsistente e privo di sostanza. E quale sostanza potrebbe esservi in un incantesimo? Allo stesso modo, qualunque coscienza – passata, futura o presente, interna o esterna, grossolana o sottile, infima o eccellente, lontana o vicina – un bhikkhu la osserva, considera ed esamina attentamente, e avendola osservata, considerata ed esaminata attentamente gli appare vuota, inconsistente e priva di sostanza.  E quale sostanza potrebbe esservi nella coscienza? 

Alla luce di ciò, il nobile discepolo che conosce gli insegnamenti perde interesse per la forma, le sensazioni, i concetti, i desideri, la coscienza. Avendo perso interesse è distaccato, e il distacco lo libera. Quando è libero sa. Allora capisce: ‘La nascita è estinta, la vita è compiuta, quel che andava fatto è stato fatto, non c’è altro per l’esistenza’”. Questo è ciò che disse il Buddha.

*Un bhikku è un monaco buddhista ma anche chi rimane attento (presente) a tutto ciò che fa.

** il tronco del banano è costituito esclusivamente dalle foglie del frutto pressate e avvolte su se stesse tanto da costituirne un tronco ma che però è totalmente privo di legno.

  • Testo curato da Alessandro Nardomarino

La danza del corpo e dell’anima

tratto dal libro: Donne che corrono con i lupi

di Clarissa Pinkola Estes

Con il loro corpo le donne vivono molto vicino alla natura Vita/Morte/Vita. Quando si trovano nel giusto animo istintuale, le idee e gli impulsi ad amare, creare, credere e desiderare nascono hanno il loro spazio, si dissolvono e muoiono, per rinascere ancora.

Si direbbe che le donne, consciamente o inconsciamente, pratichino questa conoscenza ad ogni ciclo lunare, per tutta la vita. Per alcune la luna che ordina i cicli è in cielo, per altre è la Donna Scheletro che vive nella loro psiche.

Con la carne e il sangue suo, e con i cicli costanti del riempimento e dello svuotamento del vaso rosso nel suo ventre, la donna comprende fisicamente, emotivamente e spiritualmente che ogni zenit sbiadisce e spira, e quanto rimane rinasce poi in modi inaspettati e grazie a mezzi ispirati, per ricadere nel nulla, ed essere di nuovo concepito nella massima gloria…
… Talvolta chi sfugge alla natura Vita/Morte/Vita si ostina a pensare all’amore come a una festa soltanto. Invece l’amore nella sua forma più piena è un susseguirsi di morte e rinascita. Muore la passione e rinasce. Il dolore viene scacciato e rispunta da un’altra parte. Amare significa abbracciare e nel contempo sopportare molte molte fini, e molti molti inizi – il tutto nella stessa relazione. Il processo è reso complesso dal fatto che la nostra cultura supercivilizzata ha difficoltà a tollerare il trasformativo. Ma ci sono modi migliori per abbracciare la natura Vita/Morte/Vita. In tutto il mondo, pur chiamandola con nomi differenti, molti vedono questa natura come un baile con la Muerte, una danza con la morte.

Estratto selezionato da:

Alessandro Anutosho Nardomarino

Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione, Zen e Tantra. Sportivo ed amante del nuoto.

INFO: 340 96 93 779 – email: ale.nardomarino@gmail.com

Viareggio – Via Baracca, 116

Colle val d’Elsa – Via Bilenchi, 12

Godersi il massaggio – ISTRUZIONI PER L’USO

Si dà giustamente per scontato che per ricevere un buon massaggio sia necessario un buon massaggiatore, ma a volte non si considera la parte che può giocare il ricevente o paziente che dir si voglia.

Fatto salvo il fatto che non esiste un comportamento giusto ed uno sbagliato del paziente e che un bravo massaggiatore dovrebbe non solo avere abilità manuali ma anche ed in egual misura, una presenza calda e rilassata che accompagni la persona nel metterla il più possibile a suo agio, ci sono dei facili suggerimenti che possono essere seguiti dal cliente affinché il massaggio possa essere ancora più efficace e magari anche più piacevole e conoscitivo.

  1. Rimani in contatto con le sensazioni del corpo. Approfittando delle stimolazioni che arrivano dall’operatore, resta con le sensazioni che il massaggio provoca nel corpo: dolore e piacere, agio e disagio, caldo e freddo, tensione e rilassamento, espansione e contrazione… senza bisogno di giudicarle, senza la necessità di farci sopra ragionamenti di alcun genere, rimani un osservatore attento, rilassato e curioso del tuo corpo.
  2. Rimani in contatto con il respiro. Collegati al ritmo del tuo respiro, senza bisogno di modificarlo, senti dove accade e quali movimenti provoca nel corpo. Il respiro non deve essere necessariamente profondo, limitati a sentirlo e a lasciarlo accadere come vuole
  3. Non lottare con la mente ed i pensieri. Se non sei rilassato va bene, magari hai bisogno di un po’ di tempo per sentirti a tuo agio, magari il tuo corpo ti sta dicendo che ha bisogno di movimento, magari hai bisogno di comunicare qualcosa. Sii gentile con te stesso, aggiungere tensioni non ti servirà di certo

E’ ovvio che questo non deve diventare un esercizio che provochi tensione ed è ovvio che capiterà tu penserei anche ad altro, o ti assopirai o ti godrai semplicemente a mente spenta il massaggio, ma ogni tanto, se vorrai, ritorna al tuo corpo.

Buon massaggio!

Alessandro Anutosho Nardomarino

Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione, Zen e Tantra. Sportivo ed amante del nuoto.

INFO: 340 96 93 779 – email: ale.nardomarino@gmail.com

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Firenze e Siena

Storia Sufi

C’era una volta un re che un giorno chiamò a sé tutti i saggi del regno e disse loro: “Sono stanco di sentirmi come un fuscello in balìa della sorte, felice, ansioso o disperato a seconda di come vanno le cose. Vorrei trovare il modo di affrontare più serenamente gli alti e bassi della vita. Potete darmi un suggerimento? Che so, una frase, una formula che io possa ripetere a me stesso in qualunque circostanza, e che mi aiuti a rimanere saldo e stabile nei momenti di difficoltà,  mi risollevi lo spirito nei tempi di sfortuna e mi mantenga  equilibrato nei momenti di successo?”
I saggi si riunirono e, dopo una lunga discussione, si trovarono finalmente d’accordo sulla formula da suggerirgli. La scrissero su un pezzetto di carta e consegnarono il bigliettino al re, raccomandandogli di non leggerlo subito per pura curiosità, ma di aspettare il momento del bisogno.
Il re mise allora il foglietto in un piccolo scrigno segreto alloggiato sotto il diamante del suo anello e non ci pensò più.
Dopo qualche tempo, il regno fu attaccato a sorpresa dall’esercito di un regno vicino. Il re e i suoi uomini combatterono coraggiosamente ma persero la battaglia. Il re fu costretto a fuggire da solo con i nemici alle calcagna. Si inoltrò nel folto di un bosco e a un certo punto si accorse di essersi infilato in una via senza uscita. Di fronte a lui c’era infatti un burrone e proseguire significava precipitare e morire.
Solo sull’orlo del precipizio, con i nemici che lo stavano inseguendo e che probabilmente tra poco lo avrebbero raggiunto, il re si sentì perso. Ma a quel punto  un raggio di sole si rifletté sul diamante del suo anello e il re si ricordò del messaggio dei saggi. Aprì allora l’anello e lesse il biglietto. Sopra c’era scritto: “Anche questo passerà” .
Il re lesse e rilesse quelle parole più volte finché comprese finalmente il messaggio dei saggi. Disse tra sé: “Sì, anche questo passerà. Fino a ieri godevo del mio bel regno ed ero un re potente e onorato. Ora il regno è sparito e con esso tutti i suoi piaceri. Ora sono qui da solo, sull’orlo di un precipizio e con i nemici che mi  inseguono. Ma anche questo momento passerà, come ogni altro momento. Come passa il momento della sicurezza, così passa il momento del pericolo.”
Un senso di calma scese allora dentro di lui fino a inondargli la mente e il cuore. E mentre continuava a stare in quel luogo senza vie d’uscita, un po’ alla volta si rese conto anche di tutta la bellezza della natura che lo circondava,  così ricca di colori e di profumi, e apprezzò il canto degli uccelli, e si accorse dello stormire delle foglie mosse dal vento. Dopo un po’ gli giunse alle orecchie anche il rumore dei cavalli dei nemici, prima più lontani, poi sempre più vicini, e voci di uomini che si scambiavano indicazioni gridando. Sentì l’esercito fermarsi e indugiare a poca distanza da lui. Finché un po’ alla volta sentì quelle voci e quel rumore di cavalli allontanarsi sempre più, fino a scomparire. I nemici non lo avevano visto e si erano avviati in un’altra direzione. Era in salvo.
Dopo quel giorno, il re coraggiosamente e tenacemente ricompose e riorganizzò  un po’ alla volta il suo esercito disperso e riuscì alla fine a liberare il suo regno dall’invasore.
Traversò allora in trionfo le vie della capitale e il suo popolo lo accolse con grandi festeggiamenti. La gente al suo passaggio gli lanciava petali di fiori e gli tributava ogni onore. E per le strade le persone  facevano festa chiassosamente, tra danze, musiche e risate.
Il re sentiva lievitare dentro di sé la contentezza e l’orgoglio. E a un certo punto si trovò a commentare tra sé: “Questa è la prova del mio valore e del fatto che il mio popolo mi ama e mi onora. Sono un re forte, coraggioso, benvoluto e difficile da sconfiggere.”
Il suo anello di diamante mandò allora un riflesso di luce dritto dentro ai  suoi occhi. Il re si risvegliò dai suoi pensieri e si ricordò che  i saggi gli avevano dato un messaggio valevole non solo per i tempi difficili o sfortunati, ma anche per quelli del successo e della fortuna.
Rilesse il biglietto custodito nell’anello: “Anche questo passerà…”.
La pace e il silenzio scesero allora dentro di lui, in  mezzo al chiasso e alla baraonda generale, e la nebbia dei pensieri si diradò nella sua mente
Da protagonista identificato con le manifestazioni del momento,  si sentì umile e quieto testimone degli eventi.
Ecco la vittoria,  la gioia e la festa, ed ecco anche la consapevolezza che niente dura per sempre.
Tutto ciò che arriva a un certo punto se ne va.
Una ragione in più per vivere pienamente ogni momento, ricordandosi che è unico, prezioso, irripetibile.

Alessandro Nardomarino Jivan Anutosho

Operatore Shiatsu met. Namikoshi, Operatore Professionale Shiatsu, Operatore Olistico, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione, Zen e Tantra. Sportivo ed amante del nuoto.

INFO: 340 96 93 779 – email: ale.nardomarino@gmail.com

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Firenze

Massaggio caldo, massaggio freddo

di Alessandro Anutosho Nardomarino

Il modo di massaggiare nel mondo, risponde soprattutto al tipo di clima presente in quella determinata zona geografica.

Nelle aree calde dell’India nasce il massaggio ayurvedico, che abbonda nell’uso di olii, il corpo può denudarsi senza avvertire freddo e nutrirsi degli olii. Lo stesso vale per quello thailandese che ne utilizza in minore quantità o l’hawaiano.

Tutte queste tipologie di massaggio “calde” corrispondono infatti a climi caldi.

La mia formazione al massaggio nasce con un massaggio “freddo”, lo Shiatsu, di chiare origini giapponesi, sviluppatosi in zone con clima tendenzialmente freddo e molto umido.

Nessun olio utilizzato e pressioni mirate a fortificare il corpo messo alla prova da quel tipo di temperatura e tasso di umidità.

Approfondendo negli anni varie tecniche, affinando la mia sensibilità, confrontandomi con molti maestri del massaggio, ho da principio notato, poi approfondito e codificato una tecnica che risponde al meglio a quelle che sono le esigenze del corpo “occidentale”.

Il mio Shiatsu che ho chiamato “Shiatsu Anutosho” è una tecnica più calda dello Shiatsu tradizionale giapponese, utilizza quando possibile olii, anche se in maniera oculata, segue le linee dello Shiatsu con pressioni statiche ma anche scivolate e risponde alla richiesta del corpo occidentale tenendo sempre presente le esigenze dell’individuo; la tecnica è importante ma l’attenzione di più.

Estremamente efficace sulla schiena, ha un effetto rilassante e rigenerante per il sistema nervoso, scioglie tensioni articolari e muscolari e lavora in maniera eccellente sull’apparato digerente.

Ho un profondo rispetto ed amore per il massaggio e per il corpo dei miei clienti, utilizzo le mie conoscenze tecniche ma metto davanti a tutto tutto la sensibilità.

Alessandro Nardomarino (Jivan Anutosho) 

Operatore Shiatsu met. Namikoshi, Insegnante di Postural Pilates e Personal Trainer, Operatore Professionale Shiatsu, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione, Zen e Tantra. Sportivo ed amante del nuoto.

INFO: 340 96 93 779 – email: ale.nardomarino@gmail.com

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Siena – Via A. Rosi, 38

Colle val d’Elsa – Via Bilenchi, 12

Firenze

Cos’è il massaggio? (per operatori e non)

Il massaggio non è cosa ordinaria.

Esso ha un enorme significato.

Ci sono poche persone nate per massaggiare. Se tu sei una di quelle la tua energia può andare molto, molto in profondità. Però ci sono alcune cose che devi sempre ricordare mentre massaggi.
La persona che massaggi non ha corpo. Concepiscila come senza corpo e il tuo massaggio andrà molto in profondità.

Primo, pensa alla persona come se non avesse corpo e poi pensa te stesso come se non avessi corpo. Per corpo intendo che né lui né tu siete materia, entrambi siete energia. Quando due cose materiali si toccano, c’è una collisione. Quando due energie si toccano esse semplicemente si mischiano, si uniscono e si fondono l’una nell’altra. Non c’è collisione. Due corpi fisici sono destinati a collidere.

Ogni volta che tocchi il corpo di qualcuno come corpo, e lui stesso si percepisce come corpo, ci sarà una difesa, una contrazione. L’armatura di difesa entrerà in azione.
Allora la prima cosa è sentire che l’altro è semplicemente una energia; tu sei anche una energia. Dopodiché comincia a giocare con l’energia come se stessi suonando una chitarra. Fa che sia musica più che massaggio.

Fa che sia gioco più che lavoro. Lascia che venga dal cuore più che dalla mente. La tecnica va conosciuta, ma poi dimenticata. Uno dovrebbe conoscere la tecnica e poi non preoccuparsi di essa. Essa si radica nell’inconscio e da li funziona, ma tu muoviti attraverso l’istinto. In questo modo tu senti l’energia dell’altra persona, presenti te stesso come un fenomeno energetico, e poi due energie cominciano a giocare. Il massaggio è quasi come amare.

Osho, tratto da “The shadow of the whip”

Alessandro Nardomarino (Jivan Anutosho) 

Operatore Shiatsu met. Namikoshi, Insegnante di Postural Pilates e Personal Trainer, Operatore Professionale Shiatsu, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione, Zen e Tantra. Sportivo ed amante del nuoto.

INFO: 340 96 93 779 – email: ale.nardomarino@gmail.com

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Firenze