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Una Campionessa in cerca di se stessa – Con la RESPIRAZIONE –

Una Campionessa in cerca di se stessa – Con la RESPIRAZIONE –

27 Febbraio 2015 Blog 0

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Con un ampio sorriso sul suo viso baciato dal sole, le lentiggini, i capelli lucenti e una gonna da runner, la neozelandese Anna Frost è la più facilmente riconoscibile concorrente di una competizione di Ultrarunning (gare di corsa su lunghe distanze e su terreni impervi) ed una delle poche donne che vive di questo sport.

E così, quando Frosty, come è meglio conosciuta nei circoli dell’ultrarunning, è scomparsa dalle scene sportive nel 2013 è apparso subito molto evidente. Un infortunio fisico fastidioso ma non grave e nascosta, una profonda crisi esistenziale, più difficile da esporre al mondo esterno.

“Stavo viaggiando molto senza riposarmi, stavo mettendo troppa pressione su me stessa e tutto si era trasformato in sforzo”, racconta Anna durante un periodo di calo in Arizona. “Alla fine non ero più in grado di correre, ero davvero giù e ho iniziato a pensare, ‘Chi sono io se non sono Anna la Runner? Allora non sono nessuno! Cosa farò? Cosa penserà la gente? ‘ ”

In questo stato depressivo, ha acquisito peso, ha avuto problemi di insonnia eccessi di caffè e orari sregolati che mal si adattano ad uno sportivo di livello. E’ tornata a casa con la convinzione in testa che: “E’ tutta merda quello che ho fatto fin’ora.”

“Non appena ho iniziato a ripetere il mantra che per me ero abbastanza come ero, che correre era quello che avevo fatto, ma che non ero costretta a fare, l’infortunio fisico ha iniziato ad andare via da se”, dice. “I miei fisioterapisti hanno eliminato tutti gli esercizi, e ci siamo concentrati sulla respirazione profonda focalizzata sul centro dell’addome e l’allungamento della zona cervicale. Dovevo solo respirare.” 1

Ha quindi trascorso i seguenti due mesi approfondendo la respirazione, nient’altro.

Quando i suoi amici e compagni ultrarunners Lizzy Hawker e Mohamad Ahansal l’hanno invitata per un viaggio escursione in Marocco, Anna è partita inizialmente con l’intenzione di camminare. Ma poi, naturalmente, ha incominciato a correre. Successivamente è andata in Nepal dove si è unita ad una competizione a tappe di 15 giorni, portando quasi 12Kg di peso sulle spalle, con una mappa e nessuna conoscenza della lingua, Anna ha ricominciato a sentirsi di nuovo viva.

“La gente in Nepal ha assolutamente nulla di materiale, ma possiede l’amore nel cuore e un senso di famiglia e di amicizia che sono disposti a condividere”, dice lei. “Quando sei a 4.000 metri e ci sono altri 4.000 metri sopra di te, ti senti delle dimensioni di una bacca, è una esperienza incredibile. E’stata la sfida più difficile che abbia mai affrontato, fisicamente e mentalmente.”.

Così, è ritornata alle gare ottenendo eccellenti risultati .

“Ho cambiato approccio radicalmente, ora è tutto molto più sano. E ‘stato un processo difficile da attraversare, ma ne è valsa la pena”, dice. “Mi ha insegnato a credere in me stessa e non in quello che faccio.”

1 “La respirazione dal centro dell’addome (tre dita sotto l’ombelico) è conosciuta già da migliaia di anni da molte filosofie orientali che identificano questo punto con il nome di Hara (da cui Harahiri), Dantian o Dan tien. E’ la tecnica di Meditazione principale”

Estratto di una interista rilasciata da Anna Frost per Runner’s World, tradotta da: Alessandro Nardomarino (Anutosho) – Insegnante di Postural Pilates_Massaggiatore Shiatsu_ tiene corsi e Stage sulle Posture e la Respirazione: 3409693779 – ale.nardomarino@gmail.com –  www.associazioneglielementi.it

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